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in evidenza Venerdì 22 novembre a Palazzo Costi prendono il via le celebrazioni per il rinnovo del patto di gemellaggio con Fiorano Modenese e Maranello: alle 16.30 convegno "L’Italia delle origini (VI IV millennio a.C.): le culture di Fiorano e Ozieri"; alle 18.00 inaugurazione mostre "Migrantes per l'Europa" e "Maranello, Ferrari e la sua gente" visitabili fino al 30 novembre- Sabato 23 novembre alle 16.30 al Museo Archeologico "Alle Clarisse" cermonia di rinnovo del patto di gemellaggio - Sabato 23 novembre alle 17.00 nella Pinacoteca Cittadina "G. Altana" Tonino Oppes presenta il suo libro "Il ballo delle Janas" con l'esibizione delle allieve della palestra DanceOzieri Academy - Mercoledì 27 novembre nella sala ragazzi della Biblioteca Comunale Daniela Mele incontra i bambini per presentare il suo libro "Le avventure della scopa saggina" con laboratorio per la creazione di una scopa saggina - Fino al 1 dicembre nella Pinacoteca cittadina "G. Altana" sarà visitabile la Mostra "Mauerfall: il muro, la caduta e il dopo" - Orari invernali Grotta San Michele e chiesa Sant'Antioco di Bisarcio: dal martedì alla domenica 10.00 - 13.00 e 14.00 - 17.00
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Mercoledì 3 luglio alle 19.30 il chiostro del Centro Culturale San Francesco sarà lo scenario della presentazione del libro di Giacomo Mameli “La chiave dello zucchero”, inserito nel calendario del Festival “Sette sere,Sette piazze,Sette libri che per la prima volta approda ad Ozieri.

Il libro racconta la seconda guerra mondiale, dando voce a sette diretti protagonisti. Dentro i loro racconti una moltitudine di altre vite e tragedie rimosse. Soldati, prigionieri di guerra, partigiani testimoniano il quotidiano di una sottostoria introvabile nei libri di Storia.

Il libro è stato scritto quasi sotto dettatura, con pochissimi interventi esterni ai racconti, per lasciare intatta la spontaneità della narrazione orale.

Esperienze diverse che portano in diversi scenari e teatri di guerra (Egitto, Tunisia, Kenya, Sudafrica, Piemonte, Toscana, Polonia); tutte hanno un legame forte con la Sardegna: coinvolta più di quanto appaia in quel grande disastro, anche direttamente, come ricorda la strage del ’43 raccontata da Iolando Fosci (vivente), quando gli aerei americani fecero 99 morti e 300 feriti bombardando l’inerme abitato di Gonnosfanàdiga.

Gli altri racconti portano dentro la battaglia di El Alamein, dove Egidio Lai si salvò dalle pallottole nemiche al riparo di un muro raccapricciante di cadaveri ammucchiati; nella «guerra delle mine» dell’artificiere Francesco Cossu, in Tunisia; attraverso lo sbando dell’8 settembre 1943 nella Resistenza di Francesco Salis, il partigiano Ulisse morto nella strage di Valmala, e di Adriano Vargiu, membro della piccola banda di Ariano, giustiziata dai tedeschi e dai fascisti in Toscana (e qui s’innesta anche la preziosa memoria di Giuseppe Fiori sul partigiano Alfredo Gallistru).

Infine si presenta la rievocazione dell’oppressione tedesca della polacca Leokadia Sas (sarda d’adozione), dove trova posto il raro ricordo del giovane professore Karol Wojtyla. Con abilità Mameli intreccia memorie orali, sapiente indagine giornalistica e letteratura storiografica, ma sempre tenendo saldo il filo di un’affabulazione che sa di racconti intorno al fuoco.

Giacomo Mameli, giornalista, scrittore e direttore del mensile Sardinews, si è laureato in Sociologia alla Scuola superiore di giornalismo di Urbino ha discusso la tesi con Paolo Fabbri e Carlo Bo “Quattro paesi, un'isola”, è direttore artistico del festival letterario “Settesere, Settepiazze, Settelibri” a Perdasdefogu.

Il festival letterario nasce nel 2010 allo scopo di promuovere la lettura, portando gli autori ad avere un dialogo diretto con i loro lettori. Una settimana dedicata interamente alla cultura con ospiti di rilievo nazionale ed internazionale, dando spazio anche agli autori isolani.

L’obiettivo è quello di rinsaldare i rapporti della comunità attraverso la lettura e il coinvolgimento di tutti i rioni: ogni piazza, ogni cortile si trasforma in un teatro a cielo aperto dove ognuno porta una sedia dalla propria casa, come avveniva nel passato.