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in evidenza Giovedì 05 gennaio alle 15.30 al Museo Archeologico "Alle Clarisse" l'ultimo appuntamento con i laboratori di Natale "Arriva la Befana"", per info e prenotazioni 0797851052 - Venerdì 06 gennaio alle 11 nel piazzale della chiesa di San Nicola "Arriva la Befana dei Vigili del Fuoco" con tanti dolci e sorprese - Orari apertura invernali siti archeologici Chiesa romanica di Sant'Antioco di Bisarcio e Grotta San Michele 10.00 - 13.00; 14.00 - 17.00
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Venerdì 3 agosto alle 20.30 in Piazza San Francesco ad Ozieri il gruppo Bonayres presenta “Libertango”, una serata di tango argentino con il tenore Antonio Porcu, alla chitarra Giuseppe Salis, Marcellino Grillo al flauto e Pier Mario Tedde al Basso .

Il gruppo Bonayres nato nel 2016 dall'incontro di musicisti di varia estrazione musicale, fonde esperienze e sensibilità, dando vita ad un repertorio che nasce da una accurata scelta, si arricchisce di arrangiamenti originali cheaffondano le radici nel tango, passando per la musica sud americana e per i più famosi brani della tradizione italiana e internazionale, jazz, musica classica, popolare e d'atmosfera.

Tutti i musicisti, hanno alle spalle importanti percorsi formativi (seminari didattici, Conservatorio ecc.) ed artistici di assoluto rilievo.

La serata è organizzata dall’Assessorato al Comune di Ozieri, la Scuola sovracomunale di Musica del Monte Acuto.

https://bonayres.webnode.it/

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Giovedì 20 luglio alle 19.00 nel suggestivo piazzale del Museo Archeologico “Alle Clarisse”, prendono il via gli Apericena al Museo, organizzati dell’Istituzione San Michele con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Ozieri.

Il primo appuntamento è con “Bruxia e majalzas: streghe di Sardegna” durante il quale gli ospiti potranno scoprire la storia della stregoneria sarda e dell’Inquisizione, attraverso racconti, rappresentazioni teatrali e testimonianze.

La serata si aprirà con la presentazione del Prof. Attilio Mastino, rettore dell’Università degli Studi di Sassari dal 2009 al 2014, docente presso l’Università degli Studi di Sassari di  Storia Romana nel corso di laurea in Beni Culturali che ricorderà, ad un anno dalla sua scomparsa, lo studioso e amico Tomasino Pinna, e la sua ingente opera di studio e ricerca sulla stregoneria e sull’inquisizione in Sardegna, in particolare della figura di Julia Carta, attraverso il ritrovamento dei documenti che attestano la sua storia nell'Archivio Histórico Nacional di Madrid.

Julia Carta, la hichezera (strega), originaria di Mores, dopo il matrimonio si trasferì a Siligo. Di umile famiglia, nel paese era conosciuta come “bruxia”, guaritrice, indovina e per i suoi poteri terapeutici, alla quale in tanti si affidavano.

Il 18 giugno 1596 il commissario della Santa Inquisizione, si recò a Siligo per arrestare Julia Carta. Piombato nella sua casa, la strappò al suo piccolo di quattro mesi e la portò a Sassari dove venne rinchiusa nelle carceri del Castello Aragonese, sede sarda dell'Inquisizione. Il processo durò 10 anni.

L’appuntamento proseguirà con Gianna Saba con il suo racconto sulla varietà e complessità del magico in Sardegna. Il Collettivo Teatrale di Ozieri presenterà la rappresentazione teatrale “La Strega di Siligo Julia Carta”.

La serata si concluderà con un’apericena a base di prodotti locali, abilmente preparati da Maria Antonietta Cherchi della Fattoria Didattica “Sa Tanca ‘e Muros Rujos”.

Il costo per la partecipazione all’evento è di € 15 ed è obbligatoria la prenotazione entro il 17 luglio.

Per info e prenotazioni contattare l’Istituzione San Michele (079 787638) o il Museo Archeologico (079 7851052).

La prossima data degli Apericena al Museo sarà il 7 settembre con “Siamo proprio come Canne al Vento: una sera con Grazia Deledda”: serata dedicata alla scrittrice sarda, premio Nobel per la Letteratura.

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Il 9 gennaio al Teatro Civico "O. Fallaci alle 21 riparte la stagione di Prosa e Danza a cura del Cedac Sardegna.

Il programma dettagliato su http://www.cedacsardegna.it/stagione-di-prosa-2016-2017/la-grande-prosa-al-teatro-civico-di-ozieri-20162017/ 

La campagna abbonamenti sarà disponibile dal 12 dicembre al 6 gennaio 2017 presso i locali della Biblioteca Comunale nei seguenti orari:

dal lunedì al venerdì: 16.00-19.00

sabato: 10.00-12.30

per maggiori info 349 8015314

 

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IL PALAZZO DI CORTE

Il palazzo di Corte fu costruito intorno al 1600 inglobando parti del Castello di Corte del XIV sec.

Fu sede amministrativa dei feudatari Borgia che ne fecero il centro politico e amministrativo dell’Incontrada del Monte Acuto. La famiglia Borgia, stirpe di origine aragonese, in Sardegna aveva in possesso vari appezzamenti di terra, tra cui, la Contea di Oliva, che comprendeva ben 35 ville con capoluogo Ozieri, centro dove la famiglia stabilì la residenza.

I Borgia, succeduti ai Centelles nel possesso di Ozieri, realizzarono varie opere pubbliche in quello che in breve, da villaggio di pastori divenne uno dei centri più importanti del nord Sardegna

Il palazzo fu costruito nel XVII secolo inglobando parti del castello di corte del XIV secolo. Nel corso del tempo ha subito numerosi restauri tant’è che del periodo spagnolo rimangono alcune parti dei sotterrane e delle cantine con volte a crociera.

Trasformato in caserma, nel 1856 accolse i Dragoni Reali, i Bersaglieri e le Guardie Doganali. Nel 1874 divenne sede di un distaccamento del Regio Deposito Stalloni con lo scopo di porre ordine nel campo dell’allevamento equino in Sardegna che andava declinando.

Ad Ozieri venne riconosciuta e affidata la funzione di creare una razza di cavalli che fosse utile, oltreché per le esigenze quotidiane del lavoro e del trasporto, anche per usi bellici. Nel 1956 la Regione Sardegna trasformò il Regio Deposito in Istituto Incremento Ippico Regionale oggi assorbito dall’AGRIS (agenzia della Regione Sardegna per la ricerca scientifica, la sperimentazione e l’innovazione tecnologica nei settori agricolo, agroindustriale e forestale).

 

LE ANTICHE CARCERI BORGIA

Appartenute al Castello di Corte, inglobato nel 1600 nel Palazzo Borgia, le carceri furono completate nel 1769. Gli ambienti sono formati dalla cella di rigore, la cella femminile e le celle maschili. Un angusto cortile porta alla cella di isolamento e ad un cortile. Sono visibili piccole aperture sulle pareti per la somministrazione del cibo ai detenuti. Ben conservati gli infissi originari rinforzati in metallo con bande chiodate, le pavimentazioni a lastroni di pietra, i tavolacci su cui dormire e le finestre con triplice inferriata. Fino al XVII sec. venivano eseguite le condanne a morte. Il registro dei defunti della parrocchia di Santa Maria (oggi Cattedrale) riporta che per il solo anno 1638 ben 16 prigionieri furono giustiziati per mano del boia.

Per la gestione delle carceri si procedeva a quello che, allora, prendeva il nome di  “arredamento”, e che oggi chiameremmo pubblico appalto. Chi vinceva la gara, l’arredatore, aveva il compito di provvedere al cibo dei prigionieri. Il cibo veniva immesso nelle celle in blocco, in modo che i carcerati se lo dividessero tra loro. Con questo sistema, alcuni carcerati restavano senza alimenti, perché i più forti non ne lasciavano ai più deboli che, spesso, morivano di fame.

I prigionieri dovevano mantenersi coi loro stessi averi e i più poveri  si sostentavano  con l’elemosina: il carceriere li conduceva per le strade del paese a domandare la carità.

Sono conservati numerosi atti notarili risalenti al Seicento che registrano la vendita di case e terreni proprio per poter sostenere i detenuti.

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Beata Vergine del Carmelo – Sec. XVII (prima metà).

La chiesa fu edificata intorno  al 1630. Verso la fine del 1960, dopo secoli di abbandono, la chiesa venne recuperata da una comunità di frati carmelitani appena giunti dalla Toscana, e venne elevata al rango di parrocchia.

L'edificio sorge sul colle omonimo a sud-est dell'abitato storico ozierese, proprio sopra l’omonima grotta carsica

All'epoca dell'edificazione la piccola chiesa mononavata sorgeva in aperta campagna, fu solo verso la fine del XIX secolo che la chiesa venne inglobata dall'espansione dell'abitato, con il rione detto di Bidda Noa (cioè "città nuova").

L'architettura della chiesa è tipicamente manierista, ma caratterizzata da una estrema semplicità: la facciata principale presenta un doppio spiovente sormontato da un piccolo campanile a vela, mentre le facciate laterali presentano accenni di contrafforti.

All'interno la copertura a due falde in legno è interrotta da alcuni archi trasversali a tutto sesto, mentre un arco trionfale precede la zona del presbiterio, rialzata rispetto all'aula.

Adiecente alla Chiesa si trova la Grotta del Carmelo. Di piccole dimensioni (50 metri circa), è stata utilizzata in epoca preistorica: al suo interno sono stati rinvenuti reperti della Cultura Ozieri  , come un  vaso biconico, e del periodo romano. L’attuale ingresso  della grotta  è il residuo di una cavità parzialmente distrutta. La parte iniziale è ridotta a una sorta  di canale tra le rocce, al centro del quale si trovano grandi massi crollati.

 

Beata Vergine del Carmelo: Padre Giuliano tel.n. 349/5172312 (aperta su appuntamento)

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