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Sabato 26 gennaio alle 19.00 al Teatro “O. Fallaci “ di Ozieri andrà in scena STORIA DI UN UOMO MAGRO di Giacomo Mameli tratto da Il Forno e la sirena con Paolo Floris.

Andrà in scena la grande storia, quella fatta anche di tante piccole storie, storie di piccoli paesi e di piccoli uomini, resi grandi dalla sofferenza e dalla drammaticità degli eventi bellici.

STORIA DI UN UOMO MAGRO è la storia di uno di loro...magro e povero “che vive in un paese povero, con gente che vive in case povere, senza luce”.

Magro… ma non troppo magro per partire e “andare a fare la guerra”. Magro ma non così magro per imbracciare un fucile e andare in Jugoslavia; una missione semplice, avevano detto, che però si trasforma presto in un inferno: neve e gelo con le scarpe di cartone a combattere una guerra persa in partenza. L'armistizio dell'8 settembre sembra ridare speranza. E invece Vittorio, sempre più magro, da soldato si trasforma in prigioniero di guerra. E dalla Jugoslavia viene portato in Germania. Storia di un uomo magro è la storia di un piccolo grande eroe italiano, sardo, magro, ma non così magro da essere bruciato in un forno dai tedeschi. Questa è la storia di un uomo magro che resterà vivo per due chili.

E’ una pagina di storia rimasta a lungo dimenticata nel dopoguerra, perché gran parte dei sopravvissuti, nella disperata volontà di voler cancellare ogni ricordo, ha tenuto per sé tutte le sofferenze patite.

Oggi, Vittorio Palmas noto “ Catzai”, ha 103 anni, e le sue peripezie sono state raccolte dallo scrittore e giornalista Giacomo Mameli nel libro “Il forno e la sirena “ da cui il giovane attore sardo Paolo Floris ha tratto il suo monologo, dalla narrazione leggera nonostante il contenuto drammatico. Sempre solo in scena, racconta la vita di Vittorio sfiorando lo stile fiabesco, “utilizzando” la sua testimonianza per raccontare la storia di tanti uomini comuni, che la violenza della loro esperienza ha trasformato in eroi. E come in qualsiasi favola che si rispetti, STORIA DI UN UOMO MAGRO ha un dolce lieto fine, che non toglie però drammaticità alla realtà che è stata vissuta dai nostri nonni.

La memoria rimane se viene raccontata, così ha fatto Vittorio Palmas, così ha fatto Giacomo Mameli attraverso il suo libro e così ha fatto, tramite il palcoscenico, Paolo Floris.

La forma dello spettacolo è quella del teatro di narrazione.

Al termine dello spettacolo interverrà l’autore del libro Il forno e la sirena, Giacomo Mameli.

 

Il forno e la sirena. Due parole che hanno marcato l’apocalisse del Novecento raccontata da due testimoni viventi. Il forno è quello nei campi di concentramento in Germania, in Polonia, in Italia dove morivano ebrei e zingari, omosessuali e soldati. La sirena è quella che doveva evitare la morte nelle città bombardate dal cielo e spingeva la gente a correre a perdifiato verso i rifugi. Due sopravvissuti ricordano – col linguaggio dei senza voce – la loro vita umile e quei giorni del 1943, a Bergen-Belsen o ad Auschwitz-Birkenau oltre le Alpi, la distruzione e il calvario di morte nel 1943 a Cagliari e Monserrato a due passi da casa. Il libro di Giacomo Mameli “Il forno e la sirena” è stato tradotto in francese col titolo “Le four et la sirène” ed è stato scelto per un festival letterario al centro della settimana italiana in Provenza.

 

GIACOMO MAMELI, (Perdasdefogu 1941), giornalista, scrittore, direttore del mensile Sardinews. Laureato in Sociologia, alla Scuola superiore di giornalismo di Urbino ha discusso la tesi con Paolo Fabbri (“Quattro paesi, un’isola”). Ha lavorato all’Unione Sarda, collabora con La Nuova Sardegna, ha condotto per vent’anni programmi tv "Facciamo i conti" e "Quelli che fanno" su Videolina, "Ma però" su Sardegna 1. Per la Rai conduce su Radio 1 il settimanale "In famiglia" (venerdì ore 12.30). Per due anni (1991-1992) è stato addetto stampa del ministro degli Esteri. Insegna Teoria e tecnica della comunicazione nelle scuole superiori, docente a contratto con l’Università di Cagliari, facoltà di Scienze politiche (Master in Comunicazione nella pubblica amministrazione) e alla facoltà di Lingue (laboratorio di giornalismo).

 

PAOLO FLORIS, classe 1985, ha studiato a Cagliari presso la Scuola d’arte drammatica AKROAOMA e a Roma presso FONDAMENTA – la Scuola dell'Attore in cui si diploma nel 2013. All'esterno del percorso accademico ha affrontato percorsi formativi con: Giancarlo Sammartano, Ascanio Celestini, Marco Baliani, Julia Varley, Andrea Pangallo, Luciano Colavero, Giancarlo Fares, Simeone Latini.

Studia il genere della narrazione teatrale frequentando il laboratorio permanente di teatro di narrazione a Roma diretto da Giancarlo Fares e portando in scena quattro spettacoli di cui è anche autore e regista (ERA PARTITO PER FARE LA GUERRA (regia di Sara Valerio), UN UOMO MORTO E' UN UOMO MORTO, STORIA DI UN UOMO MAGRO, GRAMSCI SPIEGATO A MIA FIGLIA).

Dal 2015 si specializza nell'utilizzo, nella teorizzazione e nella messa in scena della maschera latina integrale con le commedie plautine. Elementi unici in tutta Italia.

A partire dal 2008 è protagonista di vari cortometraggi, lavora per la televisione e per il web, è interprete in numerose opere teatrali. Nel 2013 fa parte del cast del film L’ARBITRO, di Paolo Zucca, che viene presentato alle “Giornate degli autori” alla 70esima Mostra del cinema di Venezia. Nello stesso anno vince il primo premio al Festival nazionale Cagliari Teatro in corto con il corto teatrale IL MIO COMPLEANNO e il primo premio al Festival della drammaturgia italiana Schegge d’autore con I LEONI NON SI ABBRACCIANO, per il quale riceve anche il premio speciale della giuria al festival Drammaturgica 2014 a Roma.

Da Gennaio 2015 conduce laboratori di animazione teatrale e lettura espressiva nei vari ordini di scuole.

Collabora dal 2016 con l'associazione culturale CASA MUSEO ANTONIO GRAMSCI e gestisce un laboratorio teatrale sulla vita e le opere di Antonio Gramsci con gli allievi della scuola secondaria di I grado dell'istituto comprensivo “Delogu” di Ghilarza. Dall'incontro con Giacomo Mameli e Ascanio Celestini nasce, nel 2017, lo spettacolo STORIA DI UN UOMO MAGRO, presentato in prima nazionale all'Università Luiss Guido Carli di Roma. Nel 2016 e 2017 è stato direttore artistico del festival culturale TEATRANDO A CORTE, Norbello ( OR ).

Nel 2018 ha organizzato la rassegna CONVERSAZIONI DI SCENA presso il Teatro Villa Pamphilj a Roma.

Attualmente lavora con la compagnia romana FONDAMENTA TEATRO E TEATRI, con la quale ha portato in scena le commedie Plautine il CARTAGINESE, il PERSIANO e LA MOSTELLARIA, e la tragedia Euripidea ORESTE, sotto la direzione artistica di Giancarlo Sammartano.

E’ direttore artistico dell’Ass. Culturale PANE & CIOCCOLATA, Paulilatino ( OR ).

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L'Assessorato alla Cultura del Comune di Ozieri, la Pro-Loco e l’Istituzione “San Michele”,  presenta la 5ª Edizione di "Remembering Isio", in omaggio al concittadino Isio Saba, uno dei primi e più importanti pionieri della musica Jazz nell'isola.

Per questa edizione, nell’ambito della Sezione “SONOS 2019”, la figura di Isio verrà ricordata  il giorno 03.05.2019 alle ore 21.00 presso il teatro civico “Oriana Fallaci” con lo spettacolo “Storie di giorni dispari” di e con Paolo Rossi e Vincenzo Costantino “Cinaski” e accompagnamento al piano del maestro Mell Morcone.

Un recital, un po’ concerto, con due vite a confronto, un’amicizia sul piatto dei ricordi. Tutto all’insegna dell’improvvisazione e di strada percorsa tra emozioni poetiche. Paolo Rossi e Vincenzo Costantino giocano a macinare sogni, spacciare l’attimo, andare sottopelle senza prendersi troppo sul serio. La strada è stata amica e ogni tanto occorre restituire. “Amiamo i giorni dispari che amano le differenze”.

Paolo Rossi, natio di Monfalcone ma milanese d’adozione, è passato nella sua lunga carriera dal teatro – Shakespeare, Molière e Brecht fino all’amatissima commedia dell’Arte – al cabaret, dal cinema alla televisione, immergendosi appieno nelle tematiche dell’attualità e dalla rappresentazione dei classici antichi e moderni. Ha lavorato con Dario Fo e la Compagnia del Teatro dell’Elfo, facendosi conoscere al grande pubblico negli anni ‘80 col cinema (Salvatores e Vanzina) e nei ‘90 grazie alla trasmissione televisiva Su la testa!.

Vincenzo Costantino, conosciuto come Cinaski, è poeta e narratore, ma più che altro reader e comunicatore, promotore di un nuovo modo di fare poesia, una poesia vicina al pubblico, contaminata dai suoni, dalla voce e dalla musica. È conosciuto per le importanti collaborazioni con Vinicio Capossela.

 

Biglietto € 10,00

Prevendita: Biblioteca Comunale dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00

Info: 079787638 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

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Festival. Terra. Il luogo del nostro abitare. 2018.

Festival delle Arti liberali e della Scienza.

Si avvicina la data della terza Edizione del “Festival. Terra. Il luogo del nostro abitare 2018” della Fondazione Daga che farà tappa ad Ozieri il 12 13 e 14 ottobre nei locali della Pinacoteca Cittadina “G. Altana”.

Il Festival si presenta con un nuovo format itinerante, in date diverse, portando con le sue manifestazioni e attività, nelle diverse città della Sardegna e non solo, un dialogo sulla scienza,  e la cultura in tutte le sue espressioni liberali, attraverso l’informazione sulle neuro diversità e sugli autismi nei suoi aspetti sociali e scientifici.

La Fondazione si propone di migliorare la qualità della vita delle persone affette dalla sindrome di Asperger, da disturbi pervasivi dello sviluppo e da altre forme di neuro diversità e di superare gli attuali criteri d'intervento destinati a tali soggetti, meramente assistenzialistici e d'intrattenimento, per giungere a un considerazione delle persone affette da forme di neuro diversità come individui attivi nella società, con i loro punti di forza e di debolezza.

Perché un Festival? Il Festival è l’ambiente più efficace per favorire l’informazione e l’interazione sociale della intera comunità. Le Arti liberali e la Scienza offrono un’opportunità di coesione e di crescita culturale suscitando sensibilità alla nostra partecipata collaborazione con le realtà del territorio.

Venerdì 12 ottobre alle  18:00 nella Pinacoteca Cittadina “G. Altana” ci sarà l’apertura della manifestazione con il Saluto dell’Amministrazione, del  presidente del C. Fondazione Daga e l’inaugurazione della mostra personale di pittura del Maestro Mario Adolfi. La serata sarà moderata da  Mario Lai, Presidente della Fondazione Sandro Pertini di Ozieri. Si prosegue con la performance della attrice Carmela Arghittu. Alle 20.00  si concluderà la giornata con il Concerto del Coro Città di Ozieri.

Sabato 13 ottobre la giornata inizierà 10:00 sempre nella Pinacoteca Città di Ozieri  con l’incontro “Le neuro diversità e la società”, sul tema degli  Autismi e l’integrazione sociale, con  Giancarlo Onnis.. si proseguirà con l’incontro “Il cammino della accoglienza, realtà e aspetti sulla demenza”  del Dott. Bruno Daga. Il pomeriggio si aprirà con la presentazione del libro “Donne senza ali” di Antonella La Frazia, con gli interventi musicali a cura di Patrizia Girardi ( I sogni di Eva). Dialoga con l’autrice Bruno Daga. Si proseguirà con “Gli abiti, la musica e la danza” e la sfilata di moda degli abiti di Patrizia Camba, intervallata dagli intermezzi di poesia e musica con Minnia Pani, Tetta Becciu, Stefano Flore, Salvatore Pintore, Antonello Bazzu. A conclusione della giornata esibizione  del gruppo Beata Vergine del Rimedio.

Domenica 14 ottobre alle 9:30 incontro con l’autrice Maria Giuliana Campanelli sul libro “Funamboli tra realtà e sogno”. Dialogano con l’autrice Bruno Daga e Gavino Puggioni. Seguita dall’inaugurazione della Stagione dei Poeti che proseguirà anche nel pomeriggio. Il Festival si concluderà con il concerto degli Kangbe & Battista Giordano.

La manifestazione è organizzata con il patrocinio dell’Assessorato ai Servizi sociali e alla Cultura del Comune di Ozieri e dell’’Istituzione San Michele.

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Venerdì 07 dicembre alle 20.00 nella Pinacoteca Cittadina “Altana” di Ozieri ritorna la compagnia teatrale Bobòscianèl con lo spettacolo interattivo “Stretti stretti nel Freezer”: questa volta saranno le classiche atmosfere inglesi la cornice della cena con delitto.

Ispirata alle trame letterarie di Agatha Christie, la commedia scritta da Daniele Coni si fonde piacevolmente con il mistery inglese e dello stesso si nutre per ironizzare su molti dei suoi stereotipi.

E' anche un lavoro teatrale che sotto una apparente leggerezza racconta le bizzarrie della natura umana, liberandosi di un certo piglio di seriosità tutta english a favore di una comicità più vicina alla commedia francese.

Siamo negli anni '50, i componenti della notissima dinastia dei Blackwood si danno appuntamento nella splendida tenuta di famiglia per festeggiare gli ottanta anni della capostipite, una donna dalla tempra di ferro e dal cuore di piombo, un personaggio che non si vedrà mai, ma del quale si sentirà la stridula voce.

Invitati alla festa, oltre i sei gemelli, nipoti diretti, c'è la migliore amica di Edweena Blackwood, Miss Jane Marple, dolce vecchina dal piglio frizzante e dalle molteplici intuizioni.

Come in tutti i classici del noir inglese, anche in questa avventura, la natura umana sta al centro dell'intreccio e l'avidità ne è il naturale motore. Il gioco metateatrale però scardina notevolmente il fluire della narrazione, costruendo un susseguirsi di situazioni paradossali, al limite della follia.

Si ride proprio per questo, perché gli schemi vengono costantemente smontati, le atmosfere variano in un caleidoscopio di emozioni contrastanti che portano il pubblico a ritrovarsi nelle vicende dei personaggi, strani forse, forse un filino sopra le righe, ma vivi di una grande energia scenica.

Il ruolo della notissima investigatrice dilettante Miss Jane Marple è stato affidato all'attrice Laura Calvia che ne fa un personaggio esilarante e decisamente corretto, mentre Daniele Coni, Roberto Fara ed Elisa Casula interpreteranno ognuno due gemelli Blackwood attraverso cambi d'abito repentini e situazioni surreali. Le scene e i costumi, curati dal brillante estro di Mattia Enna caratterizzano fortemente l'ambientazione e l'intenzione dei vari personaggi, spingendo l'acceleratore sulla follia e l'assurdità del testo originale.

Per la realizzazione della serata l’istituzione San Michele si è affidata alla collaborazione de “Gli Oleandri, catering e banqueting”.

Il costo di partecipazione è di €25,00 per persona.

I posti sono limitati, la prenotazione obbligatoria ai numeri 079 787638 o 0797851052 entro il 5 dicembre.

 

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Venerdì 22 luglio alle 18,00 nella sala conferenze del Centro culturale di S. Francesco saranno illustrati i restauri di un dipinto e di cinque antiche e inedite statue recentemente recuperate dall’Ufficio diocesano BBCC di Ozieri con il fondamentale finanziamento della Fondazione di Sardegna e della Conferenza Episcopale Italiana.

Si tratta di un evento molto importante sia sotto l’aspetto artistico, che storico e religioso, in quanto ci fornisce l’occasione di conoscere alcuni santi che, fino a 2-3 secoli fa, erano ampiamente venerati e invocati dai Sardi e soprattutto dagli Ozieresi, ma oggi quasi sconosciuti ai più.

 

La rassegna inizia col dipinto olio su tela del “Ritratto di suor Francesca Rosalia Pinna”; questo nome ci riporta indietro di tre secoli, quando le monache Clarisse Cappuccine da Orosei giunsero nel 1753 a Ozieri per fondare un monastero, portando con loro il corpo incorrotto della consorella abadessa deceduta in “odore di santità” (seppure mai canonizzata) 6 anni prima, nonché il suo ritratto pittorico. Le spoglie, cui tutta la diocesi tributava grande devozione, erano custodite all’interno del Convento fino al 1889, anno nel quale le monache furono cacciate da Ozieri, e a partire da quella data affidate alla custodia della Cattedrale per 60 anni e poi definitivamente collocate presso l’archivio del Capitolo della Cattedrale.

L’intervento di restauro, come accennato in precedenza, ha anche riguardato 5 simulacri lignei policromati (risalenti per lo più al Settecento), finora dimenticati in un deposito della chiesa del Rosario dove i tarli la facevano da padroni. Si tratta di 2 simulacri di San Giovanni Nepomuceno (uno grande e più bello, l’altro più piccolo e forse proveniente dall’oratorio ozierese di S. Croce demolito nel 1840), santo Boemo martirizzato nel 1383 e canonizzato nel 1729. Vi è poi una bella statua di San Giovanni Evangelista, che sul mantello riporta l’eloquente iscrizione Inventò e Sculpì Luigi Avallon, A.D.1878 Napoli.

Si prosegue poi con una bella statua di San Pietro d’Alcantara proveniente dalla chiesa di San Francesco (al tempo in cui era officiata dai Frati Minori conventuali); il santo francescano, morto nel 1562 e canonizzato nel 1669, è qui rappresentato imberbe, in saio, con le braccia aperte in contemplazione mistica davanti al Crocifisso.

Infine vi è la statua di Sant’Agostino, forse proveniente dall’altare maggiore della omonima chiesa seicentesca ozierese di “Punta Idda”. Il santo vescovo di Ippona è rappresentato nelle vesti dei monaci agostiniani, con il pastorale e un libro tenuto aperto nella mano sinistra sul quale sono riportati un passo tratto dal De veritate praedestinationionis et gratias del conterraneo Fulgenzio di Ruspe. L’ottima qualità artistica consente di attribuire l’opera al senorbese Giuseppe Antonio Lonis, grande artista del XVIII sec.

 

Tutti i restauri sono stati progettati ed effettuati dalla Op. BBCC Annalisa Deidda di Cagliari con l’Alta Sorveglianza della dott.ssa Francesca Pirodda della Soprintendenza di Sassari. I restauri sono stati condotti con modalità “didattiche”, ovvero consentendo per tre mesi alle scolaresche (tra cui la III Liceo Classico nell’ambito del progetto “Alternanza Lavoro”) di visitare il laboratorio allestito nella Cappella dell’antico Seminario di piazza “Cantareddu”, visionare il materiale didattico ivi presente e interloquire con la restauratrice in merito alle tecniche di diagnostica adottate, alla progettazione dell’intervento e agli interventi di restauro e reintegrazione.

Ora tutte le opere sono esposte nel Museo diocesano di Arte Sacra di Ozieri, corredate da una puntuale didascalia che rende giustizia alla storia, ma anche agli enti finanziatori.

Interverranno il Vescovo Monsignor Corrado Melis, la restauratrice, dott.ssa Annalisa Deidda, il prof. Soddu della Fondazione di Sardegna,  oordinerà i lavori il curatore del museo dott. Demetrio Mascia.

 

                                                                                                                                                                                                                      arch. Michele Calaresu

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