Grotta San Michele
in evidenza Venerdì 10 settembre al Museo Archeologico doppio appuntamento: alle 17.00 presentazione del libro Circolo Nuraghe 1980-2020. Diario di quarant’anni’ curato da Mario Ledda con i giornalisti Guglielmo Leoni e Alberto Venturi, alle 18.30 inaugurazione del nuovo allestimento della sezione etnografica con l'espozione di un abito femminile di Ozieri di fine Ottocento, l'esibizione del coro Città di Ozieri e la sfilata degli abiti tradizionali - Dal 18 al 25 settembre si svolgerà ad Ozieri il Festival "Terra, luogo del nostro abitare" della Fondazione Daga - Nuovi orari estivi: Chiesa di Sant'Antioco di Bisarco 10.00 - 13.00; 14.30 - 19.00; Grotta San Michele 10.00 - 13.00; 15.00 - 18.00
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La Grotta di San Michele prende il nome da una chiesa, ormai scomparsa, che sorgeva nelle vicinanze.

La cavità si articola in un ramo principale e in una serie di gallerie, cunicoli e piccoli ambienti.

Attualmente percorribile per 56 m, ha uno sviluppo complessivo di circa 160 m.

La grotta ha subito importanti modifiche rispetto al suo aspetto originario, durante il periodo bellico, quando fu riadattata a rifugio antiaereo, come la vicina Grotta del Carmelo.

Negli anni ‘50 del secolo scorso fu distrutta la prima ampia sala antistante l’attuale ingresso.

Formatasi per l’azione costante dell’acqua, che nei secoli ha scavato la roccia calcarea, la grotta di San Michele ha restituito importanti testimonianze archeologiche che documentano l’utilizzo del sito come luogo di sepoltura e di culto dal neolitico all’età nuragica.

La Grotta San Michele è un sito fondamentale nella storia dell’archeologia della Sardegna.

Dai reperti rinvenuti al suo interno ha preso il nome la Cultura che caratterizza il Neolitico Recente sardo, detta appunto Cultura Ozieri o San Michele (IV-III  millennio a.C.).

Orario estivo: dal martedì alla domenica 10.00 – 13.00, 15.00 – 18.00

Orario invernale: dal martedì alla domenica 10.00 – 13.00, 14.00 – 17.00

Chiuso 1 e 13 novembre, 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio


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