Grotta San Michele
in evidenza Martedì 28 luglio alle 18.30 nel chiostro del Centro Culturale San Francesco presentazione del libro di Bruno Cosso "Solo danni collaterali", Marlin editore - A causa di problemi tecnici e logistici, TUTTE le rappresentazioni teatrali, compresa “Su Parente Americanu” della Compagnia delle Donne in programma il 29 e 30 luglio, sono spostate dal Pinceto al Teatro Civico Oriana Fallaci - venerdì 31 luglio alle 21.30 primo appuntamneto estivo con il Cedac con il balletto del Sud con "Miti in scena" -
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La Grotta di San Michele prende il nome da una chiesa, ormai scomparsa, che sorgeva nelle vicinanze.

La cavità si articola in un ramo principale e in una serie di gallerie, cunicoli e piccoli ambienti.

Attualmente percorribile per 56 m, ha uno sviluppo complessivo di circa 160 m.

La grotta ha subito importanti modifiche rispetto al suo aspetto originario, durante il periodo bellico, quando fu riadattata a rifugio antiaereo, come la vicina Grotta del Carmelo.

Negli anni ‘50 del secolo scorso fu distrutta la prima ampia sala antistante l’attuale ingresso.

Formatasi per l’azione costante dell’acqua, che nei secoli ha scavato la roccia calcarea, la grotta di San Michele ha restituito importanti testimonianze archeologiche che documentano l’utilizzo del sito come luogo di sepoltura e di culto dal neolitico all’età nuragica.

La Grotta San Michele è un sito fondamentale nella storia dell’archeologia della Sardegna.

Dai reperti rinvenuti al suo interno ha preso il nome la Cultura che caratterizza il Neolitico Recente sardo, detta appunto Cultura Ozieri o San Michele (IV-III  millennio a.C.).

Orario estivo: dal martedì alla domenica 10.00 – 13.00, 15.00 – 18.00

Orario invernale: dal martedì alla domenica 10.00 – 13.00, 14.00 – 17.00

Chiuso 1 e 13 novembre, 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio