La cultura Ozieri
in evidenza Martedì 28 luglio alle 18.30 nel chiostro del Centro Culturale San Francesco presentazione del libro di Bruno Cosso "Solo danni collaterali", Marlin editore - A causa di problemi tecnici e logistici, TUTTE le rappresentazioni teatrali, compresa “Su Parente Americanu” della Compagnia delle Donne in programma il 29 e 30 luglio, sono spostate dal Pinceto al Teatro Civico Oriana Fallaci - venerdì 31 luglio alle 21.30 primo appuntamneto estivo con il Cedac con il balletto del Sud con "Miti in scena" -
Stampa

La cultura Ozieri

Scoperta casualmente nel 1914, la grotta fu esplorata dall’archeologo Taramelli. L’importanza del rinvenimento sta nel fatto che le scoperte di Ozieri hanno permesso di situare quei materiali e gli altri simili, rinvenuti nell’800, in una sequenza stratigrafica da cui si è iniziato a ricostruire la storia più antica della Sardegna.

Tali materiali per forma, colore e decorazioni presentano un quadro unico di caratteristiche ornamentali.

Negli anni successivi, le ricerche archeologiche hanno mostrato un’ampia diffusione della Cultura Ozieri in tutta la Sardegna ma, innegabilmente, i manufatti ceramici ritrovati nella grotta San Michele costituiscono una delle più alte testimonianze del Neolitico isolano.

La ceramica della Cultura Ozieri presenta una ricca decorazione a bande tratteggiate, in forma di spirali, volute, cerchi, triangoli ripetuti, decorazioni spesso messe in risalto con ocra rossa o gesso. Si tratta di una ceramica ricca di richiami alla vita, all’economia e alle credenze  degli uomini che la produssero.

Le forme vascolari sono varie: tripodi, pissidi, vasi a cestello, ciotole.

Il più noto reperto rinvenuto nella grotta , è la pisside, vaso simbolo della Cultura Ozieri.

Questo vaso presenta incisioni a forma di corna di toro e teste d’ariete che tornano nel ricco repertorio ornamentale delle domus de janas, tombe ipogeiche, che sono un altro elemento caratterizzante della Cultura di Ozieri.

Unico finora il motivo che decora la base della pisside:  una stella a sei punte.

Oltre ai materiali ceramici nella grotta, sono stati ritrovati resti ossei, utensili in selce, ossidiana e un idolo di Dea Madre.

Si tratta di manufatti non d’uso quotidiano, ma realizzati a scopo rituale e come corredo funebre.

I reperti archeologici sono conservati nei musei di Sassari, Cagliari e Ozieri.