Il portico
in evidenza Venerdì 22 novembre a Palazzo Costi prendono il via le celebrazioni per il rinnovo del patto di gemellaggio con Fiorano Modenese e Maranello: alle 16.30 convegno "L’Italia delle origini (VI IV millennio a.C.): le culture di Fiorano e Ozieri"; alle 18.00 inaugurazione mostre "Migrantes per l'Europa" e "Maranello, Ferrari e la sua gente" visitabili fino al 30 novembre- Sabato 23 novembre alle 16.30 al Museo Archeologico "Alle Clarisse" cermonia di rinnovo del patto di gemellaggio - Sabato 23 novembre alle 17.00 nella Pinacoteca Cittadina "G. Altana" Tonino Oppes presenta il suo libro "Il ballo delle Janas" con l'esibizione delle allieve della palestra DanceOzieri Academy - Mercoledì 27 novembre nella sala ragazzi della Biblioteca Comunale Daniela Mele incontra i bambini per presentare il suo libro "Le avventure della scopa saggina" con laboratorio per la creazione di una scopa saggina - Fino al 1 dicembre nella Pinacoteca cittadina "G. Altana" sarà visitabile la Mostra "Mauerfall: il muro, la caduta e il dopo" - Orari invernali Grotta San Michele e chiesa Sant'Antioco di Bisarcio: dal martedì alla domenica 10.00 - 13.00 e 14.00 - 17.00
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Costruito a ridosso della facciata, si propone come un organismo architettonico peculiare e polifunzionale: esonartice al pianterreno, quale elemento intermedio fra esterno e interno; cappella, stanza vescovile e sala capitolare al piano superiore.
Al piano terra l'atrio porticato, un tempo apriva con tre archi a tutto sesto a tre fornici, di cui il mediano fungeva da ingresso, poiché gli altri due laterali includevano bifore con leoni stilofori. Nell'arco laterale sinistro quest'ultima, oggi, risulta tamponata.
Nel piano inferiore il portico è coperto da sei volte a crociera con archi traversi che scaricano su paraste che sporgono dai muri perimetrali e su slanciati pilastri liberi dalla pianta cruciforme e dai capitelli variamente decorati con fogliame.
Il piano superiore, diviso in tre vani, è coperto da volte a botte longitudinali.La scala, che dal piano inferiore conduce al superiore, è ricavata nello spessore del muro Sud e immette in un primo vano insolitamente caratterizzato da un camino con cappa a forma di mitria con fascia bordata decorata a motivo fitomorfico.
Nel vano mediano adibito a cappella si rileva scolpita su una delle parerti intermedie una epigrafe che attesta la consacrazione e la dedica dell'altare ad onore di tre santi:

CONSACRATUM EST HOC ALTARE
AD HONOREM S C I IACOBI AP LI
S C I T OM E ARCHIPR ESUL ET MARTIR
ET S C I MARTINI EP I ETC F
S C I CECILI E VIRG

"Questo altare è stato consacrato
in onore del Santo Giacomo Apostolo
del Santo Tommaso Arcipresule e Martire
e del Santo Martino Vescovo e confessore di
Santa Cecilia Vergine"

Detta epigrafe è minuziosamente scolpita a lettere gotiche e questo conferma non solo l'intervento di una maestranza qualificata alla scrittura: il lapicida, quant'anche l'importanza del luogo, probabilmente sede della cappella vescovile, che ricevette l'epigrafe, ed inoltre, visto l'uso del carattere gotico dello scritto, si pongono dubbi sulla data del completamento del portico e sulla consacrazione di questo secondo altare.
Quest'ultimo, ricavato da un basamento parallelepipedo ricoperto da una lastra di pietra, è collocato leggermente al di sotto della bifora della facciaat originaria, e rivolto verso il presbiterio e l'altare maggiore della dell'aula sottostante.
L'attuale facciata è del portico che, si è detto, apre nell'ordine inferiore con tre arcate che poggiano su capitelli a foglie d'acanto, la mediana d'accesso è a doppio rincasso e presenta un tratto di foglie allineate e nel rincasso basso si notano delle formelle quadrate con decorazioni simboliche varie e minute.
Alla base d'imposta dell'arco e sui capitelli dei due pilastri si collocano delle teste antropomorfe in tufo.
Nell'archivolto laterale di sinistra, con bifora tamponata, si notano motivi decorativi a busto antopomorfico; in quello di destra motivi fitomorfici e dentelli presenti, i primi, anche nello sguscio degli archetti della bifora che conserva ancora, a differenza della precedente, la colonna spartiluce e il leone stiloforo.
L'arcata laterale destra include, oltre alla bifora descritta, un piccolo rosone a raggiera, mentre quella laterale sinistra, un piccolo riquadro con figura geoemtrica polilobata. Nei pennacchi degli archi e sulla verticale dei pilastri centrali, si evidenziano due formelle decorate con stelle a dodici punte, nei semipennacchi, due formelle con geometrie varie.
La plastica cornice marcapiano con motivo floreale a foglie di vite e dentelli, separa i due ordini inferiore-superiore. Quest'ultimo, ricostruito dopo un crollo con muro liscio, evidenzia nella parte destra un forte aggetto di resti di membrature, costituite da quattro archetti ogivali con sopracciglio su peducci con testa antropomorfa e mensole quadrate con rosetta. L'aggetto, nella parte alta, conclude con una rimanenza di cornice a largo sguscio e con due colonnine coronate dal capitello con abaco dadiforme.
Dette membrature caratterizzano notevolmente la fronte della facciata rendendola plastica e dinamica, sia con la successione ripetitiva ed orizzontale, degli archetti gotici, sia con il procedere obliquo delle teste di colonnine e della cornice a sguscio che unitamente seguono il disegno degli spioventi del frontone.