Carceri Borgia
in evidenza Venerdì 10 settembre al Museo Archeologico doppio appuntamento: alle 17.00 presentazione del libro Circolo Nuraghe 1980-2020. Diario di quarant’anni’ curato da Mario Ledda con i giornalisti Guglielmo Leoni e Alberto Venturi, alle 18.30 inaugurazione del nuovo allestimento della sezione etnografica con l'espozione di un abito femminile di Ozieri di fine Ottocento, l'esibizione del coro Città di Ozieri e la sfilata degli abiti tradizionali - Dal 18 al 25 settembre si svolgerà ad Ozieri il Festival "Terra, luogo del nostro abitare" della Fondazione Daga - Nuovi orari estivi: Chiesa di Sant'Antioco di Bisarco 10.00 - 13.00; 14.30 - 19.00; Grotta San Michele 10.00 - 13.00; 15.00 - 18.00


 

 

Appartenute al Castello di Corte, inglobato nel 1600 nel Palazzo Borgia, le carceri furono completate nel 1769.

Gli ambienti sono formati dalla cella di rigore, la cella femminile e le celle maschili. Un angusto cortile porta alla cella di isolamento e ad un cortile.

Sono visibili piccole aperture sulle pareti per la somministrazione del cibo ai detenuti. Ben conservati gli infissi originari rinforzati in metallo con bande chiodate, le pavimentazioni a lastroni di pietra, i tavolacci su cui dormire e le finestre con triplice inferriata.

Fino al XVII sec. venivano eseguite le condanne a morte. Il registro dei defunti della parrocchia di Santa Maria (oggi Cattedrale) riporta che per il solo anno 1638 ben 16 prigionieri furono giustiziati per mano del boia.


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