La Città
in evidenza Giovedì 05 gennaio alle 15.30 al Museo Archeologico "Alle Clarisse" l'ultimo appuntamento con i laboratori di Natale "Arriva la Befana"", per info e prenotazioni 0797851052 - Venerdì 06 gennaio alle 11 nel piazzale della chiesa di San Nicola "Arriva la Befana dei Vigili del Fuoco" con tanti dolci e sorprese - Orari apertura invernali siti archeologici Chiesa romanica di Sant'Antioco di Bisarcio e Grotta San Michele 10.00 - 13.00; 14.00 - 17.00
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Fin dal 1421 la medievale curatoria di Ozieri, detta “Monteacuto”, faceva parte del feudo più importante dell’isola, detto “Stati di Oliva” appartenenti ai nobili valenzani Centelles, che lo amministravano con governatori di propria fiducia che generalmente risiedevano a Ozieri in quanto era il centro più importante. Nel 1594 il governatore degli Stati de Oliva era il nobile sardo (ma di origine iberica) don Giovanni di Castelvì. Egli decide di realizzare una grande fontana dove già esisteva un'antichissima sorgente, la principale dell'abitato. Egli fece costruire una fonte a 8 bocche, il cui flusso era, ed è, regolato da un ingegnoso sistema di ugelli e valvole nella cisterna retrostante il fronte. Dal torrino esistente nel giardino retrostante è possibile, mediante una scala a pioli, scendere un paio di metri sotto il livello stradale e visitare il tunnel lungo una ventina di metri, che risale fino alla sorgente che scaturisce dalle rocce calcaree; l'acqua sotterranea giunge in una cisterna allocata dietro la facciata marmorea della fonte dove viene regolato il flusso alle 8 bocche.

Nel giardino retrostante l’attuale fonte  è ancora presente la lapide in trachite, dell'epoca, che recita: “D.O.M. / HUNC AQUEDUCTU(M) / ET FONTEM FIERI IUSSIT / ILL(USTRISSIMU)S D.(OMINUS) DON IOH(ANN)ES DE / CASTELLVÌ GUBERNAT.(OR) STATUS OLIVE AN(N)O / D.(OMINI) M. DLXXXXIIII”, completata da altre due lapidi in pietra con gli stemmi dei Castelvì (le tre torri) e dei Centelles (i rombi). La fonte, da allora, ad Ozieri fu sempre detta sa Funtana manna (la “fontana grande”).

La fontana  attuale (detta “Fontana Grixoni”) fu iniziata nel 1877 e completata nel 1882 su progetto dell'architetto algherese Giovanni Pietrasanta, grazie alla munificenza del nobile ozierese don Giuseppe Grixoni Sequi, è composta da due ali marmoree scandite da riquadri e sormontate da candide balaustrate che fiancheggiano un corpo centrale  vivacizzato da un paramento bicromo a fasce parallele ritmato da lisce colonnine

I capitelli sono sormontati da due architravi che al centro si fondono in un arco a sesto acuto. Sopra di esso è collocato lo stemma di Ozieri, affiancato dai simboli dell’agricoltura ozierese, il grano e la quercia, che rappresentano la vocazione cerealicola e la forza. Sotto l’arco è posto il busto di Don Giuseppe Grixoni. I due corpi laterali hanno la parte centrale incorniciata da due cassettoni e sono sormontati da balaustre in marmo inframmezzate da piastrini a sagoma quadrata sulla cui sommità sono posti dei globi, anch’essi in marmo.

La sua linea architettonica è un’armonica composizione di granito e marmo. la pavimentazione e la parte inferiore formano una zoccolatura in granito su cui poggia la parte superiore in marmo.

Ai lati su due basamenti si trovano due leoni, idealmente posti a difesa della fontana, con arti e muscoli in tensione, collo eretto quasi in segno di sfida, criniera arruffata, pronti a spiccare il salto.

La fontana è circondata da palazzi signorili ottocenteschi. Al lato destro si trova Palazzo Pietri (FOTO), dal nome della famiglia proprietaria, in stile neoclassico, alle spalle il palazzo sede in passato dell’Orfanotrofio femminile Satta Sequi e a sinistra un palazzo che ospitava un mulino.

La Fontana Grixoni rappresenta un monumento storico-architettonico di primo piano nel ricco patrimonio culturale della città, soprattutto per il suo valore artistico, ma anche uno degli esempi architettonici più importanti della gestione delle acque nell'Isola.

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Giornata della Memoria 2017

L’Istituzione San Michele anche per il 2017 vuole ricordare La Giornata della Memoria: ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime dell'Olocausto, quando in quel giorno del 1945 le truppe dell'Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

Grazie alla collaborazione di un gruppo di volontari venerdì 27 gennaio ci sarà un doppio appuntamento: alle 09.30 al Teatro Civico per gli alunni dei licei cittadini e alle 18.00, aperto a tutti, nell’Auditorium del Centro Culturale San Francesco.

Si tratta di un incontro durante il quale il Dott. Renato Versace, esperto di arte sacra, illustrerà la tragedia della Shoà attraverso delle icone, con una trasposizione del tema ai tempi moderni, guardando alla sofferenza degli innocenti, e chiedendosi se la denuncia può rappresentare un deterrente affinché orrori di questo genere non si ripetano.

La Cambogia di Polpot, il conflitto Serbo-Croato-Bosniaco, gli odi tribali in Sudan, Nigeria e Timor, il pogrom cristiano in medio oriente: sono esempi eclatanti che l'odio di razza, veicolato dalla religione e sono stati la piaga del XX secolo e in quest’inizio del XXI stanno assumendo dimensioni globali, come il fenomeno ISIS dimostra.

Renato Versace sostiene che non possiamo più limitarci a motivazioni ideologiche e politiche ma bisogna affrontare il problema nel "cuore " dell'uomo, dove alberga tutta la sua passionalità, che forse è' necessario ricercare le cause di tragedie come la Shoà non nella ragione ma nelle emozioni; e quindi in tutte quelle culture e società' che sull'emotività dell’uomo creano i loro imperi.

Attraverso questa iniziativa, che mette insieme i vari linguaggi della musica, della pittura, del sentimento religioso e dell’antropologia, si cercherà di capire come la società laica sia potuta degenerare nell'orrore dell' homo homini lupus di Hobbes, dove il sentimento religioso si sta prepotentemente imponendo come veicolo ideologico. L'odio radicale della Shoà è l'odio del terrorismo attuale: sottovalutare la dimensione religiosa dell'odio contro gli Ebrei, ci porta a banalizzare il sentimento religioso patologico che sottende le violenze del tempo che viviamo.

Un quartetto intervallerà gli interventi con le musiche ebraiche Klezmer.

 

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Le Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days) costituiscono il più partecipato degli eventi culturali in Europa, promosso dal 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea. Lo scopo della manifestazione è far apprezzare e conoscere a tutti i cittadini il patrimonio culturale condiviso e incoraggiare la partecipazione attiva per la sua salvaguardia e trasmissione alle nuove generazioni.

In Italia, com’è ormai tradizione, ogni anno aderiscono all’iniziativa moltissimi luoghi della cultura, tra musei, gallerie, aree e parchi archeologici, complessi monumentali, biblioteche e archivi, costruendo un’offerta culturale estremamente variegata, basata su un tema di riflessione comune, ogni anno diverso, e con un calendario che supera i mille eventi su tutto il territorio nazionale.

Si compone così uno straordinario racconto corale, che rende bene l’idea della ricchezza e della dimensione “diffusa” del Patrimonio culturale nazionale: da quello più noto dei grandi musei alle meno conosciute eccellenze che quasi ogni città può vantare e deve valorizzare.

Un’occasione, inoltre, per far conoscere i progetti elaborati dai singoli istituti e per continuare a rafforzarne lo stretto legame con i rispettivi territori e con le loro identità culturali.

Il Civico Museo Archeologico Alle Clarisse partecipa quest’anno con la presentazione della mostra “Bisarcio – Una comunità medievale all’ombra del vescovo”, che sarà introdotta dalle danze del gruppo di rievocazione storica di Ardara. La mostra espone con delle immagini le attività di ricerca nell’importante sito di Bisarcio, in Comune di Ozieri, che si sono svolte negli anni 2012-2019 grazie alla collaborazione tra l’Università di Sassari (Cattedre di Archeologia Medievale e Postmedievale e di Metodologie della Ricerca Archeologica - Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione), l’Amministrazione Comunale di Ozieri e la Soprintendenza Archeologica di Sassari e Nuoro.  Il Direttore scientifico dello scavo è il Prof. Marco Milanese, Ordinario di Archeologia e Direttore del Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università di Sassari. Lo scavo è stato sostenuto grazie al finanziamento triennale del progetto Bisarcio Project effettuato dalla Fondazione di Sardegna.

L’apertura della mostra e l’esibizione del gruppo di rievocazione storica si svolgeranno sabato 26 settembre. Si ricorda che l’evento è su prenotazione pertanto è necessario prenotare al numero 079/7851052.

Per le due giornate (26-27 settembre) il costo per la visita al Museo sarà eccezionalmente ridotto a 1 euro.

 

Il Direttore del Civico Museo Archeologico “Alle Clarisse”

Dott. Giovanni Frau

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Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo

F@Mu 2022 | Diversi ma Uguali

Ozieri - Museo Archeologico “Alle Clarisse”

Domenica 9 ottobre 2022

Domenica 9 ottobre al Museo Archeologico “Alle Clarisse” ritorna F@Mu, la “Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo”.

Vista la grande partecipazione ed entusiasmo degli anni precedenti l’Istituzione San Michele e l’Assessorato alla Cultura hanno rinnovato l’adesione anche per il 2022 con un evento al Museo Archeologico “Alle Clarisse”.

 “Diversi ma Uguali” è il titolo di questa edizione: è partendo dal presupposto che la valorizzazione della diversità (culturale, fisica, cognitiva) sia strumento indispensabile di inclusione sociale che il F@Mu 2022 parlerà ai bambini di inclusione, unicità e accoglienza, per riflettere anche l’accessibilità museale.

Per trasmettere i valori di questa edizione testimonial dell’evento è Geronimo Stilton, il famoso topo giornalista amato dai bambini di tutto il mondo, nato da un'idea di Elisabetta Dam.

Al Museo Archeologico “Alle Clarisse” sarà possibile partecipare ad una serie di laboratori ludico-didattici preceduti da una presentazione video, pensati per accogliere i ragazzi e le loro famiglie seguendo il tema di questa edizione. Sarà l’occasione per riflettere sui concetti di diversità, la loro comprensione e accettazione, con giochi volti a favorire conoscenza, inclusione e abbattimento dei pregiudizi.

L’evento ha una durata di circa due ore e si potrà prenotare un turno a scelta tra quello del mattino con inizio alle 10.30 e quello pomeridiano della 15,30. L’iniziativa è rivolta ai bambini e ragazzi dai 4 ai 12 anni con un costo di partecipazione di € 3,00.

La prenotazione è obbligatoria. Per info e prenotazioni 079 7851052

La Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo F@Mu è l’evento culturale dedicato ai bambini più importante in Italia per promuovere e facilitare l’incontro tra le Famiglie e i luoghi espositivi del nostro Paese. È nata con l’obiettivo di formare i bambini quali nuovi fruitori culturali e rendere i Musei e le loro proposte sempre più “family friendly” attraverso percorsi laboratoriali appositamente ideati che vedono la collaborazione di grandi e piccini.

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GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO


Il 22 settembre, in occasione delle Giornate europee del patrimonio, presso il Sito di Sant'Antioco di Bisarcio i responsabili e gli studenti universitari che hanno scavato durante la settima campagna di scavo illustreranno le aree dalle ore 9.00 alle ore 13.00.
Il pomeriggio alle ore 17.00, si svolgerà la presentazione della mostra fotografica "Bisarcio live archaeology", a cura di Marco Milanese, presso il Civico Museo Archeologico "Alle Clarisse" che per l'occasione sarà aperto fino alle 21.
La mostra sarà aperta dal 22 al 30 Settembre.

In occasione delle Giornate del Patrimonio il biglietto di ingresso al Museo Archeologico avrà un costo promozionale di € 1.

Gli eventi sono realizzati dall'Università di Sassari, Scienze dell'uomo e della formazione, in collaborazione con l'Istituzione San Michele e il Comune di Ozieri #museozieri Istituzione San Michele

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